Interno Palazzo Duchi di Santo Stefano

Interno Palazzo Duchi di Santo Stefano

 

    
La Fondazione Mazzullo nacque in seguito ad una convenzione firmata nel 1981 dallo scultore e dal Sindaco di Tormina, Nicola Garipoli.

Mazzullo


La Sovrintendenza ai monumenti, offrì alla fondazione il palazzo dei duchi di Santo Stefano, quale sede per esporre le sculture più importanti di Giuseppe Mazzullo.
Anche nel giardino del palazzo furono esposte numerose sculture: un vero e proprio museo all'aperto.
Giuseppe Mazzullo, prima dell'inizio della guerra, lasciò la Sicilia e si trasferì a Roma.
Dalla sua terra portò con se le immagini vivide della civiltà contadina, quelle immagini che lo scultore trasferì nelle prime opere presentate alle Quadriennali di Roma, alla Biennale dfi Venezia e alla Biennale Internazionale della scultura di carrara.
Mazzullo insegnò all'accademia di belle arti di roma e a esposto nelle più importanti gallerie pubbliche e private in Europa, in America e in Giappone.
Lo scultore, ha suscitato l'interesse della critica internazionale grazie al suo realismo e all'estetica arcaicizzante e primitiva delle sue opere molto interessanti.

Interno 
L'ispirazione alla scultura classica, emerge in poche opere.
E' il caso dell'opera, intitolata Forso, realizzata nel 1960.
E' evidente, il richiamo alle statue greche raffiguranti Venere al bagno, come quella, conservata al museo Archeologico di Agrigento.
Il maestro di graniti, affronta un dialogo con la natura, a volte contradditorio e sofferto, come lui ebbe a scrivere: "la pietra, qualche volta, è generosa fino all'inverosimile, ma quasi sempre è avara, ostile, nemica, ed allora, bisogna giocare d'astuzia, essere temerari, brecciandola, con colpi dosati".
Le forme, sono spesso molto sinuose, come nella statua intitolata Saffo, realizzata nel 1980, e ricavata da un blocco di granito, proveniente da Graniti, la sua città natale.
Questa sinuosità, è presente anche nell'opera intitolata fucilazione, del 1964, o come nei gatti, opera del 1961.
Altre volte, Mazzullo, realizza sculture, dove prevalgono forme geometriche spigolose, come la statua chiamata Ianira, realizzata in pietra lavica, nel 1981.
Questo modo di trattare la materia, era già presente nell'opera giovanile, ritratto di Biagia Marniti, realizzata in bronzo, tra il 1947, e il 1948. Secondo Piano "Ho sempre considerato il disegno, come l'artiglieria, e la scultura  come la fanteria. Il disegno, prepara alla concretezza delle idee". Così scriveva Giuseppe Mazzullo.
Le opere giovanili di Mazzullo, sono disegni realizzati a china e a matita, dai quali emerge una evidente plasticità, con grande attenzione ai volumi. Sono i disegni, di un giovane talento, predestinato alla scultura.
Nella casa paterna di Graniti, si trovavano circa 500 disegni di Mazzullo, la maggior parte dei quali, è andata perduta.
In questa sezione, del museo,  sono esposti i disegni superstiti, insieme ad incisioni, come "Francesca", e "Donna che piange" del 1974, "Modella" del 1977, e "Ragazza" del 1978.

Sp

La predilezione per la figura umana, e in particolare per il nudo femminile, caratterizza anche l'opera di Mazzullo scultore.
Nella scultura in legno, realizzata nel 1958, dal titolo "Estate", traspare la ricerca estetica di questo tema.
Molto vicini ai disegni giovanili, sono il "Nudo in pietra", realizzato nel 1966, e di un ritratto, del 1960.
Si tratta di sculture, dove le linee sinuose e morbide, richiamano i disegni a matita.
Del tutto diversa, è la resa, delle opere prodotte dall'autore  negli anni 70, in una statua, dal titolo "Figura", completata nel 1975.
Le forme, sono spigolose, e richiamano la scultura arcaica, delle còrai greche.
Tra le sculture giovanili, merita una menzione, "Graziella" del 1938, che richiama, i disegni dalla linea morbida, e avvolgente.

torna all'inizio del contenuto